Cosa ci dobbiamo aspettare nel 2019? Le previsioni per il mercato finanziario degli analisti di BDSwiss

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Quali eventi principali smuoveranno i mercati nel 2019 e quali sono gli scenari più probabili? I leader del pensiero Alex Douedari e Frank Walbaum condividono i loro punti di vista.

Con l’arrivo del nuovo anno per i mercati, gli investitori sono in cerca delle principali previsioni di mercato dei senior analyst, per poter mettere a punto una strategia per l’anno che li attende. Per la maggior parte del 2018, tuttavia, prevedere gli eventi di ogni giorno è stato pressoché impossibile, con i principali sviluppi geopolitici, tra cui i negoziati di Brexit, la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, le conferenze stampa della Federal Reserve, i negoziati NAFTA, gli incontri dell’OPEC, le elezioni di metà mandato e anche solo i tweet del presidente degli Usa Donald Trump, che hanno portato i mercati ad oscillare. Con il senno di poi, il 2018 si è rivelato un anno ricco di eventi; si è aperto con il completo shutdown del governo statunitense a gennaio e si è chiuso con l’assoluta disfatta della Brexit, che ha portato scompiglio sui mercati statunitensi. In generale, tuttavia, i mercati sono rimasti piuttosto rialzisti nel 2018.

Un altro anno ricco di eventi
Secondi gli analisti di mercato di BDSwiss Alex Douedari e Frank Walbaum, non possiamo aspettarci nulla di diverso per il 2019. Nel loro rapporto completo sulle previsioni per il mercato finanziario per il 2019, i due analisti veterani elaborano i punti di vista degli strateghi di Wall Street, al fine di produrre un rapporto dettagliato con gli scenari principali che i trader e gli investitori potrebbero affrontare nel 2019. Il rapporto di Alex e Frank include le principali problematiche, innovazioni e opportunità che potrebbero presentarsi nel nuovo anno.

I mercati rimangono per lo più rialzisti
Nel 2019 i mercati rimarranno ampiamente rialzisti, ma l’andamento verrà comunque dettato dagli eventi politici secondo Alex e Frank. “Anticipiamo un anno contrastato per i mercati globali, il petrolio rimarrà una wild card e gli investitori manterranno una posizione ampiamente difensiva rispetto ai titoli azionari, in quanto continuano a temere una potenziale recessione nel 2020. La previsione mediana indica che l’economia statunitense crescerà del 2.6% nel 2019, il che rappresenta una buona notizia per le principali azioni al dettaglio statunitensi. In Europa, tuttavia, il quadro macroeconomico sarà molto diverso, con le azioni che si prevedono saranno scambiate all’interno di un intervallo ristretto per l’intero 2019, a causa di un rallentamento della crescita, dei rischi politici e dei timori circa le politiche protezionistiche di Washington, che terranno gli investitori in disparte”, queste le parole di Alex. Per aiutare gli investitori a muoversi nei mercati del nuovo anno, i due analisti hanno esaminato gli scenari macroeconomici più probabili e improbabili.

Lo scenario Cina/USA
Per la maggior parte dell’anno che si è appena concluso, la guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti ha spinto il dollaro in rialzo rispetto alle altre principali valute, dal momento che gli Stati Uniti continuano a imporre forti dazi sui beni cinesi importati. Come spiega Frank, la guerra commerciale tra i due paesi è attualmente in una fase di “cessate il fuoco” della durata di 90 giorni, che terminerà nel marzo 2019. “L’attuale tregua non sta facendo nulla per alleviare il deterioramento del mercato delle azioni domestiche cinesi (A-shares). Dato l’attuale calo dei numeri degli investimenti in immobilizzazioni in Cina, il calo della produzione industriale e il rallentamento della crescita del mercato immobiliare, la Cina pagherà il prezzo più alto nel caso estremo di una guerra commerciale nel 2019. I tentativi di stimolo semplicemente non funzioneranno. La Cina dovrà solo prendersi il tempo necessario per ridurre il proprio indebitamento e trovare un nuovo equilibrio”, questo il commento di Frank, che aggiunge anche che nel lungo termine potremmo registrare una ripresa della Cina se il segretario generale del partito comunista cinese, Xi Jinping, riuscirà a mantenere la promessa di spostare la nazione dagli investimenti in immobilizzazioni verso i settori di ingegneria high-tech. Se avrà successo, tale cambiamento dovrebbe alimentare la crescita della Cina dopo il 2025.

La questione Brexit
Se c’è un punto su cui tutti concordano quando si parla del 2019 è che uscire dall’incertezza della Brexit rimarrà la sfida maggiore per il Regno Unito. Come spiega Alex, il recente fallimento del voto di sfiducia nei confronti di Theresa May sembra aver ridotto il rischio di una Brexit senza accordo, ma lo scenario finale più probabile rimane comunque molto vicino all’accordo attuale, specialmente dopo la minaccia di un secondo referendum. “Come il Regno Unito se la passerà dopo il 29 marzo rimane un grande punto interrogativo. Un accordo meno favorevole limiterà l’accesso del Regno Unito ai servizi finanziari europei e porterà ad un deprezzamento della sterlina nel breve termine. Assisteremo potenzialmente a maggiori trend ribassisti tra i titoli dei negozi britannici. I titoli dei venditori al dettaglio come Debenhams sono già ai minimi storici, quindi potremmo assistere a selloff, fusioni, acquisizioni e persino a fallimenti all’interno del settore. Una tassa sui servizi digitali potrebbe salvare i negozi britannici in difficoltà, ma questo non avverrà prima del 2020”, queste le parole di Alex.

Inoltre, sempre secondo Alex, quando si tratta dell’economia britannica generale, tutto si riduce a quanto rapidamente ed efficacemente la Bank of England sarà in grado di reagire a qualsiasi condizione di Brexit dopo il 29 marzo. Il peggior scenario di Brexit vede il Regno Unito uscire dall’UE senza alcun accordo e con una preparazione insufficiente. In tal caso, la BoE non avrà molta scelta se non quella di aumentare ampiamente i tassi di interesse per sollevare la sterlina e ridurre l’inflazione. Come spiega Alex, “secondo il modello della banca centrale di una Brexit senza accordo, il tasso di base schizzerà al 5.5%. Se lo scenario di Brexit senza alcun accordo viene mitigato da un accordo di transizione, il tasso di base toccherà l’1.75%. Per la sterlina questo potrebbe significare due risultati estremamente diversi: nel primo caso, se la BoE decidesse di alzare i tassi di interesse in modo significativo per ridurre l’inflazione, la sterlina avanzerebbe. Al contrario, se la BoE decidesse di tagliare i tassi come avvenne in seguito al voto di Brexit nel 2016, questo porterebbe il GBP a crollare nei confronti delle principali controvalute”.

Ulteriori scenari
Tra gli altri principali scenari per il 2019, Alex e Frank esplorano la possibilità di una possibile crisi dei mercati emergenti, l’outlook annuale delle principali criptovalute, possibili instabilità sulla scena politica globale, una politica monetaria più ristretta della Federal Reserve e alcuni trend principali nei mercati forex, delle materie prime ed azionari. In generale, il 2019 potrebbe essere l’anno giusto secondo Alex e Frank, con numerose opportunità per gli investitori e molti sviluppi decisivi all’interno della sfera politica più ampia.

 

Leggi il rapporto completo sull’outlook del mercato globale per il 2019 di Alex e Frank

 

 

 

 

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